Filosofia
L’ottimismo non è una previsione
Essere ottimisti non significa aspettarsi che le cose vadano bene. Significa comportarsi come se il nostro contributo potesse ancora contare.
Apri lo spunto →Economia · Società
Chiudere costa. Rilanciare costa. Ma prima di decidere quanto spendere dobbiamo capire quale impresa vogliamo costruire — e chi sarà capace di guidarla.
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01“Il futuro non è ciò che ci accade. È ciò che decidiamo di non subire.”
La linea editoriale
Guardare i numeri senza dimenticare le persone. Leggere la politica senza tifoserie. Usare la filosofia per porre domande migliori.
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Note a margine · 2–3 minuti
Commenti rapidi, un’intuizione e una domanda aperta. Da leggere in una pausa, da riprendere durante la giornata.
Filosofia
Essere ottimisti non significa aspettarsi che le cose vadano bene. Significa comportarsi come se il nostro contributo potesse ancora contare.
Apri lo spunto →Società
Molte discussioni diventano interminabili perché rispondono con precisione a una domanda che nessuno ha avuto il coraggio di formulare.
Apri lo spunto →Economia
Accelerare un’organizzazione non serve, se ogni reparto corre verso un risultato diverso.
Apri lo spunto →Analisi · 5 minuti
Il formato ordinario del blog: il tempo necessario per sviluppare un argomento, senza appesantirlo.
01Per rendere più pulita la siderurgia italiana serve un gas che non controlliamo. Il caso ILVA mostra perché energia e politica industriale non possono più viaggiare separate.
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02Una conversazione in fiera, circondato da stand cinesi, mi ha fatto pensare che forse continuiamo a porci la domanda sbagliata. Il futuro dell’industria europea non dipenderà dalla nostra capacità di produrre come la Cina. Dipenderà dalla capacità di capire cosa dobbiamo continuare a fare noi, cosa possiamo fare insieme e cosa non possiamo permetterci di perdere.
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03Galimberti ha ragione quando dice che mercato e tecnologia non sanno dirci perché vivere. Ma forse è proprio questo il punto: non è mai stato il loro compito.
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04Come nascono le imprese, chi mette idee, lavoro e denaro e perché diventare ricchi possedendo il 10% può essere molto meglio che possedere il 100%.
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05Non dobbiamo preparare i giovani a competere con le macchine, ma a fare ciò che le macchine non sanno desiderare.
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06Possiamo misurare quanto corriamo. Più difficile è decidere verso dove, e soprattutto perché.
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07Il consenso si misura ogni giorno. Le conseguenze delle decisioni, invece, arrivano quando chi le ha prese è già altrove.
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08Un’azienda non è una famiglia. Ma neppure una macchina finanziaria: è un patto temporaneo tra interessi e futuro.
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09La coerenza è una virtù soltanto finché non diventa fedeltà ai nostri errori.
Continua a leggere ↗Dossier · 10–15 minuti
Più contesto, più prospettive, più tempo. Per i temi che non accettano una risposta breve.

Dai miliardi investiti per costruire il più grande polo siderurgico d’Europa ai miliardi spesi per tenerlo in vita. Oggi, però, qualcosa è cambiato: una direzione tecnologica finalmente esiste. Il problema è riuscire ad arrivarci senza perdere nel frattempo una capacità industriale che potrebbe non tornare più.
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Dalla rivoluzione industriale ai robot umanoidi: la storia aiuta a distinguere le paure reali dalle profezie. E a fare una domanda ai più giovani: quale futuro vogliamo costruire, oltre a cercare un posto nel mercato del lavoro?
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L’intelligenza artificiale non ci obbliga soltanto a ripensare il lavoro. Ci costringe a chiarire che cosa consideriamo conoscenza, responsabilità e libertà.
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